domenica 11 luglio 2010

Infinite intelligenze a valori infiniti

L'intelligenza è genericamente definita come l'insieme di alcune funzioni che il cervello animale è in grado di generare.
La definizione di quali funzioni possano competere l'intelligenza determina l'intelligenza stessa. Tuttavia questa definizione, pur non escludendola, non discute la quantificabilità di ogni diversa intelligenza che possa esistere; non c'è nemmeno un limite a quante intelligenze esistano effettivamente.

Pertanto l'esercizio di tali capacità, il pensiero, da parte degli animali, quindi anche degli uomini, è certamente subordinato alla presenza della corrispondente capacità, ma non è che pura opinione ritenere che un cervello possa avere una maggior capacità di questa intelligenza, anziché, ad esempio, pensare che due intelligenze diverse possano cooperare costruttivamente, alterando la percezione di una singola capacità.

Sebbene si possa avere una certa intelligenza, la ripetizione del suo esercizio non è (oggi) verificabile.

Johann Sebastian Bach è più intelligente di Valentino Rossi?


Sulla soggettività della quantificazione.
Per capire la necessità attuale di ritenere pura opionione la quantificazione di una stessa intelligenza, si può fare un esempio.
Consideriamo due individui, Carla e Marco. Supponiamo che entrambi abbiano la stessa spiccata intelligenza linguistica (presenza ed eventualmente quantità). Questo fornisce loro un certo talento nella scrittura. Supponiamo che però Carla abbia anche talento matematico spiccato, mentre Marco, analogamente, talento musicale eccezionale.
Se entrambi discutessero o preparassero un elaborato scritto riguardante l'aritmetica tensoriale, penseremmo "Carla è più intelligente di Marco", se il tema fosse invece quello dell'influenza di Bach sulla musica di Mozart, penseremo "Marco è più intelligente di Carla". Ovviamente dire "più intelligente" è un modo di dire, ma a tutti gli effetti lo diciamo e lo pensiamo, indipendentemente da cosa pensiamo soggettivamente che significhi.
Se però Carla e Marco trattasero alternativamente i due temi, il confronto sarebbe più difficile, e non tutti si sentirebbero di dire che uno sia più intelligente dell'altro, pensando forse che gli argomenti non sono confrontabili. Eppure sono intelligenze entrambe. Supponiamo dunque di aver capito che le intelligenze diverse non possano essere (sempre) confrontate, come non si può dire "100 metri è maggiore di 2 ore". Questo non basta per dire o capire che la quantificazione è opinione. Confrontando però, l'elaborato di Carla sulla musica e l'elaborato di Marco sull'algebra tensoriale, possiamo certamente dire che entrambi sanno scrivere! Ma quanto!? Chi questa volta, considerando solamente tale capacità, è in grado di affermare che Carla sia più intelligente di Marco? Chiaramente le risposte ad una tale domanda spazierebbero dalle meno serie alle più serie: 
 - Marco, perché Carla è una donna
 - Carla, perché ha dimostrato la capacità di usare un periodo lungo 5 righe senza errori
 - Marco, perché dimostra un lessico molto forbito e corretto
 - Carla, perché ha scritto subito di non conoscere l'argomento conferendo più chiarezza e valutabilità dell'elaborato
 - eccetera
Altre varie spiegazioni possibili possono essere date, ma in realtà sono tutte soggettive, legate alle preferenze, percezioni e pregiudizi di chi giudica o, peggio, dalle preferenze impostate su un modello implementate su un automa (come i test sul quoziente intellettivo).

Sulla non ripetibilità.
Nessun pianista suona un pezzo allo stesso modo, eppure chi pensa che la sua intelligenza sia in continua oscillazione e vibrazione nel tempo? Se ciò fosse vero, la misurazione dell'intelligenza sarebbe (se possibile) dipendente dal momento in cui la si misuri, quindi ci sarebbe la nuova necessità di fare una media. Ma la media oscilla? Quando si mangia un fungo allucinogeno, la media cambia?
Essendo un'intelligenza una funzione del cervello, rimane praticamente impossibile pensare che possa esistere un test adatto a misurarla (per ora). Il fatto di non capire una successione di numeri interi, da cosa dipende? e il problema di non capire una successione di colori e forme? come si fa a capire quanto sia empatica una persona? chi è il cantante più bravo? e negli anni '70?

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